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ZONA IL LAVORO FATTO

I Pannelli della Delegazione Ovest

Catene è soffocata
Barriere verdi
Deturpamento ambientale
Via i camion da Villabona
No all'impianto per i rifuti

Catene è soffocata

CATENE E’ SOFFOCATA DAL TRAFFICO DI VIA TRIESTE

Traffico, code, smog, disagio per ciclisti e pedoni: cosa ci viene in mente ?

Catene ma più esattamente via Trieste, arteria che tagliando in due il territorio di Catene, collega Chirignago a Porto Marghera, Venezia e S.Romea.
Attualmente, stiamo subendo il pendolarismo di molti abitanti, che provengono dai Comuni limitrofi. Questo, certo non è una novità, ma, l’attuale aumento del traffico e la prospettiva di nuovi insediamenti abitativi, porterà sicuramente ad un ulteriore peggioramento della nostra situazione.

Stiamo vivendo momenti drammatici, pedoni che hanno perso il diritto del marciapiede, costretti a dividersi lo spazio con i ciclisti,che a loro volta, accusano la mancanza della pista ciclabile, soprattutto sul cavalcavia.

Trovando una soluzione idonea a sciogliere gli ingorghi provocati dal semaforo di Chirignago e dalla rotonda di piazzale Parmesan si otterranno sicuramente dei miglioramenti positivi.

Barriere verdi

Barriere verdi per difendere i residenti dallo smog della tangenziale

Presto partirà il bando per la realizzazione delle barriere verdi di 8 km lungo tangenziale.

L’ha annunciato l'amministratore delegato della Società Autostrade Lino Brentan in un recente incontro con la Municipalità. Si tratta di una misura, che è richiesta da anni dai cittadini e dai comitati anti-smog, per minimizzare l’impatto dell’inquinamento, che la tangenziale produce sulla città.

Un risarcimento minimo ma necessario per la cittadinanza, tenendo conto che la tangenziale porta il traffico della autostrade all’interno della città, innalzando enormemente i livelli di Pm10. Infatti, l’inquinamento atmosferico prodotto dai tir in tangenziale rappresenta il 60% del Pm10 da traffico, mentre il restante 40% è dovuto alle auto che circolano nelle strade urbane.

Le barriere verdi saranno costituite da fasce vegetali, che arriveranno a misurare sino a 10 metri di altezza. Inoltre, saranno realizzate due vasche , per il recupero e la depurazione delle acque di scolo. Il sistema servirà ad impedire che le acque impregnate di polveri sottili si disperdano nel suolo e nelle falde.

Una zona pilota è stata creata, vicino villa Salus, zona Terraglio. Al progetto concorrono: Comune, Provincia e Regione con uno stanziamento di 18.000 euro. A settembre inizieranno i lavori per la durata di 14 mesi.

Deturpamento ambientale

Allo scopo di stoccare i materiali di scavo risultati dai lavori di sistemazione delle fognature e delle strade delle zone limitrofe, in via dei Pioppi è sorta una discarica temporanea che comincia a preoccupare per aspetto e dimensione.

E visto che le brutture non vanno mai sole, nelle vicinanze, a ridosso della ferrovia Venezia-Padova, sta sviluppandosi una corposa discarica abusiva che deturpa la già precaria situazione di quel tratto di via del Parco Ferroviario.

Il segnale è abbastanza chiaro ed evidenzia la necessità dei cittadini di avere in loco un sito organizzato per il deposito di materiali di scarto.

Via i camion da Villabona

Trent’ anni di lotte. Una parte dei depositi di camion di Villabona sono stati trasferiti, dopo anni di lotte. Ora bisogna completare il trasloco mandando anche le attività rimanenti a Porto Marghera. I depositi dei camion non sono compatibili con la residenza. Per anni i residenti hanno dovuto sopportare il disagio del rumore e dello smog provocato da decine di mezzi pesanti, che si accendevano contemporaneamente sotto casa. Per non parlare della situazione della sicurezza per le strade strette della zona. E’ venuto il momento di completare una buona volta il trasferimento dei camion da Villabona.

No all'impianto per i rifuti

WISCO potrebbe portare 2.615 transiti di camion all’anno
No all’impianto per i rifiuti tossici a Villabona

Fermiamo l’impianto di trattamento di rifiuto tossico-nocivi, che dovrebbe essere realizzato nella zona ferroviaria di Villabona. E’ da tempo, che è all’esame della commissione regionale di Via (Valutazione impatto ambientale) il progetto contestato dai residenti di Catene e Villabona.

E’ da anni, che combattiamo, per liberare l’abitato dal traffico pesante improprio, causato dalle ditte di trasporto e a maggior ragione contrasteremo l’apertura di un’attività, che comporterà 2.615 transiti di camion con rifiuti pericolosi, all’anno nella zona.

La Wisco, società controllata al 49 % da Trenitalia e al 51 % da Enel, ha presentato, il 4 gennaio di due anni fa allo sportello unico comunale, lo studio di Via per la realizzazione di un impianto per la gestione dei rifiuti speciali liquidi, pericolosi e non. Il documento è stato sottoposto anche alla Provincia, poi la questione è approdata alla commissione tecnica regionale, che può concedere o negare il nullaosta e da allora non se ne sa più niente. Il progetto prevede il potenziamento del piccolo impianto di Trenitalia per lo smaltimento dei rifiuti, che si trova a Villabona a fianco del cavalcavia per Chirignago.

L’attività oggi in conto proprio dovrebbe servire soprattutto clienti esterni e trattare 120 tonnellate di rifiuti al giorno (20 derivanti dalle proprie attività e 100 dall’esterno), per un totale di 30.000 tonnellate all’anno. Sul lato est di via degli Olmi in un’area agricola, non ancora acquisita dalla Wisco, invece, dovrebbe essere realizzato un parcheggio per i camion. L’impianto dovrebbe rientrare nel sistema integrato regionale per la gestione dei rifiuti liquidi. Non c’è bisogno di un nuovo impianto di questo tipo, perché già quelli esistenti trattano meno rifiuti liquidi di quello, che potrebbero. Il Prg consente a Trenitalia di avere degli impianti di servizio all’attività ferroviaria ma non di realizzare un attività per conto terzi.

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