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ZONA
IL LAVORO FATTO
I Pannelli della Delegazione Riviera
Malcontenta un paese
nuovo?
Una barriera per difenderci
TRAM ... VAI
Malcontenta un paese nuovo?
Territorio
Malcontenta, divisa fra i Comuni di Venezia
e Mira, si specchia direttamente sulla laguna di fronte a Venezia,
questa esclusiva ed invidiata caratteristica ne farebbe un luogo
unico soprattutto se nei prossimi anni si riuscirà a
recuperare , sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico,
tutte le aree trasformate precedentemente in discarica. Attorno
agli anni 90, Malcontenta, con i propri 5000 abitanti, risultava
essere il paese con la l’età media più alta
di tutta la riviera del Brenta. Ciò era dovuto principalmente
alla carenza di abitazioni a disposizione dei giovani che volevano
formare nuove famiglie e che, indipendentemente dalla loro volontà,
hanno dovuto emigrare verso altri luoghi. La realizzazione di
nuove case nel paese, ha consentito il rientro di molte coppie
giovani che precedentemente risiedevano a Malcontenta ed ha
dato la possibilità ad altre giovani famiglie, di trasferirsi
dai centri vicini. Ciò ha abbassato fortemente l’età
media trasformando Malcontenta nel paese più giovane
della riviera del Brenta.
Oggi,
nella frazione del Comune di Mira, sta sorgendo un nuovo quartiere
che darà alloggio a centinaia di nuovi nuclei famigliari,
incrementando notevolmente la popolazione. A Ca’ Sabbioni
ed a Ca’ Brentelle è prevista la costruzione di
nuova edilizia popolare (PEEP), si sono realizzate diverse villette
a schiera, si sta edificando in aree intercluse e col cambio
di destinazione d’uso sono stati trasformati in residenza
vecchi manufatti agricoli, ampliando notevolmente il volume
abitativo. Se la residenza ha avuto un notevole sviluppo, i
servizi pubblici sono rimasti pressoché invariati e perciò
carenti. Il trasporto pubblico deve essere adeguato alle nuove
esigenze, la scuola materna della frazione di Mira, con la chiusura
dell’asilo gestito dalle suore nella frazione di Venezia,
è insufficiente ad ospitare i 75 bambini oggi presenti
che devono usufruire della mensa utilizzando anche il corridoio
d’entrata e la previsione di ulteriore incremento delle
richieste di iscrizione. Non esistono luoghi appositi dove i
giovani e gli anziani possano ritrovarsi, non si sono creati
spazi per l’insediamento di nuove attività commerciali,
uffici, ambulatori ed altro ancora. Fino ad oggi si è
pensato solamente a creare unità abitative ma continuando
così faremo di questo paese solamente un dormitorio.
Una barriera
per difenderci
Ambiente
Marghera è conosciuta anche come città
giardino; la si può girare in lungo e in largo che ovunque
si trovano viali e piazzole completamente alberate, sono alberate
persino le vie della zona delle attività produttive.
Tutto ciò mitiga l'impatto visivo del paesaggio industriale,
ma sopratutto abbatte parte dell'inquinamento presente nell'aria.
Malcontenta pur facendo parte integrante di
Marghera non può assolutamente fregiarsi del biglietto
da visita di città giardino: il suo ingresso, per esempio,
costellato di container e discariche è talmente brutto
e degradato che difficilmente se ne può immaginare uno
di peggiore. Fino agli anni 50 dalla località Rana a
Malcontenta c'erano innumerevoli abitazioni immerse nei campi
coltivati e circondate da una infinità di piante. L'ingresso
del paese era gradevole e il turista che vi giungeva veniva
colpito dalla tranquillità e serenità di questo
piccolo borgo sorto ai bordi di un fiume pieno di bellezze e
di storia.

L'ingresso di Malcontenta
L'insipienza, la cupidigia e l'assenza di qualsiasi
valutazione ambientale hanno fatto, in questi 40 anni, scempio
di tale bellezza, collocandovi insediamenti chimici, un polo
dell'alluminio, centrali termoelettriche, container e rifiuti
con l'inevitabile conseguenza di un inquinamento atmosferico
elevatissimo ed un altrettanto aumento esponenziale di traffico
veicolare. Non si pretende il ripristino preindustriale ma,
perlomeno, una viabilità in ingresso nettamente separata
da quella industriale; l'immediato allontanamento dei container
e la dislocazione della S. Marco Petroli negli spazi limitrofi
alla Decal. L'abbellimento dell'orrenda zona C, recentemente
approvato dal Ministero all’Ambiente e infine la perimetrazione
di tutto il nostro territorio, separando prioritariamente la
zona industriale, con una consistenza alberatura per creare
un filtro, una protezione naturale, per una popolazione che
ha pagato e continua a pagare sia in termini di vivibilità
che di salute.
TRAM ... VAI
Territorio
Come tutte le grandi città anche Venezia
si doterà di un sistema di trasporto delle persone basato
sul ferro per diminuire la quota addebitata al vettore gommato.Esso
si integrerà, in prossimità della stazione di
Mestre, con quello di RFI/Trenitalia per permettere il raggiungimento
di tutte le località nazionali ed internazionali. Sarà
possibile per la maggioranza dei cittadini che lo desidera o
se provvedimenti di legge lo imporranno, mobilitarsi senza l'utilizzo
della macchina concorrendo in tal modo a ridurre sensibilmente
l'inquinamento atmosferico. Quasi tutti perché il progetto,
attualmente in fase esecutiva, vede praticamente esclusa tutta
la parte sud/est del territorio Malcontenta e Fusina compresi.
Eppure la lungimiranza dei nostri bisnonni
ci aveva portato, quasi un secolo fa, ad essere una delle poche
zone ad avere un sistema di trasporto basato su rotaia che,
partendo dall'attuale Caserma della Finanza di Marghera giungeva
a Malcontenta.

Il trenino del 1935 |

Il trenino a Malcontenta primi 900 |
Qui si divideva in due tronconi, uno che proseguiva
fino a Fusina e l'altro che, attraversando i paesi della Riviera
arrivava nel cuore di Padova. Tale primordiale metropolitana
di superficie venne smantellata nei primi anni 50 per lasciare
lo spazio ai bus ritenuti, allora, molto più flessibili
e con meno vincoli sul territorio.
Il tempo, che come al solito è garante,
ha fatto capire che un tale metodo di concepire la mobilità
non può essere sostenuto all'infinito; ecco dunque la
scelta di questi ultimi anni di puntare sull'integrazione fra
i vari vettori ferroviari creando nuove linee e riorganizzando
quelle esistenti.
In tutto questo proliferare di idee e progetti
il tram del Comune di Venezia si fermerà a Marghera attestandosi
al centro commerciale Panorama. In molti si chiedono se tutto
ciò sia corretto e se invece non si debba, nel più
breve tempo possibile, collegare anche questo estremo lembo
comunale, un territorio nel quale sono e verranno collocate
quasi tutte le attività produttive sia industriali che
commerciali con la conseguenza di avere una spaventosa ed impressionante
mobilità su strutture stradali ormai inadeguate ed obsolete.
Tutti in pista ... ciclabile
Infrastrutture
Questo tratto di pista ciclabile è il
tassello di un progetto ben più grande, che intende unire
con un lungo” nastro” dedicato alle due ruote, i
paesi di Strà’, Fiesso, Dolo, Mira, Oriago, Malcontenta
per poi un giorno arrivare finire a Fusina.
Durante questo itinerario ciclistico, si potrà
godere delle bellezze della “Riviera del Brenta”
e tra una pedalata e l’altra, ammirare le molteplici ville
palladiane che si specchiano sulle acque del famoso naviglio.

La pista ciclabile a Malcontenta
Ma torniamo al breve tratto che interessa Malcontenta;
esso nasce in prossimità del Parco Perale in località
Ca’ Brentelle, proseguendo parallelamente alla via Stazione
e passando sotto il cavalcavia della S.S Romea.
Passa poi di fronte alla maestosa villa Foscari detta “la
Malcontenta” e segue le sinuose anse del naviglio fin
dopo il centro di Malcontenta, in via Moranzani.
E’ auspicabile che tale tracciato , in
prossimo futuro, possa proseguire fino a Fusina da cui si può
ammirare Venezia e la sua laguna.
Anche se inevitabilmente si stanno creando
dei disagi ai residenti dovuti ai lavori in corso, viene spontaneo
un ringraziamento alle istituzioni che hanno voluto e finanziato
questo progetto, che quando sarà terminato, ci accomunerà
ad altri paesi italiani ed europei dove le piste ciclabili sono
una realtà già da molti anni.
La piazza di Malcontenta
QUESTA
ERA LA PIAZZA DI
MALCONTENTA NEL 1700.
FU DISTRUTTA DAGLI AUSTRIACI NEL SECOLO SCORSO
QUANDO SCAVARONO IL CANALE SCOLMATORE
COME
ERA
QUALCHE ANNO FA
COME
POTREBBE
DIVENTARE
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